Quanto dura un alimento? La vita dell'alimento dallo scaffale alle nostre case

A causa di questa complessità, la qualità dei prodotti alimentari è un attributo dinamico che, già a partire dalla produzione, generalmente si riduce progressivamente.
La vita di un alimento dallo scaffale alle nostre case:
Il termine shelf-life significa “vita di scaffale” e si utilizza per dichiarare la vita commerciale del prodotto, quindi il tempo che trascorre tra la produzione e il consumo dell’alimento senza che ci siano rischi per la salute del consumatore;
Essa dipende dalle caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche del prodotto alimentare e dalla sua composizione, oltre che dai trattamenti di conservazione e dal confezionamento;
Le stime di shelf life devono tener poi conto anche delle condizioni ipotizzabili di distribuzione, stoccaggio ed utilizzo adottate dai retailers e dai consumatori e devono dunque essere elaborate anche in funzione della possibile applicazione di situazioni di stress , come ad esempio la parziale e temporanea esposizione a condizioni di abuso termico.

Tali situazioni di stress sono spesso ipotizzabili con modelli matematici definiti da norme internazionali specifiche. Una tra queste, ad esempio, e’ la norma AFNOR NFV001003, applicabile a prodotti estremamente deperibili, che tiene conto della possibile cattiva conservazione attuata dai consumatori in ambito domestico.
Ci basti per ora sapere, ad esempio, che intuitivamente alimenti con una activity water (aw) estremamente alta (indicativamente >0.91) e/o con pH non sufficientemente acido (indicativamente >5,2) sono normalmente caratterizzati da periodi di conservabilità/deteriorabilità estremamente ridotti, si definiscono pertanto “Deperibili”.
Altri alimenti, caratterizzati da tenori in aw piu’ bassi e da pH piu’ acido, ad esempio, sono invece caratterizzati da periodi di conservabilita’ maggiori . In altre occasioni, l’applicazione di specifici processi industriali (es. sterilizzazione) consentono di conferire ai prodotti durabilita’ particolarmente elevata
Termine Minimo di Conservazione e Data di Scadenza:

TMC:
- da consumarsi preferibilmente entro il
- da consimarsi preferibilmente entro fine...
Devono essere poi completate
- data
- punto dell'etichetta in cui è indicata
- ove necessario, modalità di conservazione (es:conservare in luogo fresco e asciutto)
La data deve essere chiara e deve indicare il giorno, il mese ed eventualmente l'anno; tuttavia:
- per alimenti conservabili per meno di tre mesi è sufficiente l'indicazione del giorno e del mese
- per alimenti conservabili per più di tre mesi ma non oltre i diciotto mesi, è sufficiente l'indicazione del mese e dell'anno
- per alimenti conservabili per più di diciotto mesi, è sufficiente l'indicazione dell'anno
Data di Scadenza:
Per l'indicazione della scadenza:
- alimenti per i quali è prevista la data di scadenza, la dicitura è "DA CONSUMARE ENTRO.."
la suddetta indicazione deve essere poi completata con una delle seguenti opzioni
- data
- punto dell'etichetta in cui è indicata
tali indicazioni sono seguite dalla descrizione delle condizioni di conservazione da rispettare (es: conservare a massimo + 4°).
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