Packaging alimentare: Dove conservare gli alimenti? Ogni alimento richiede imballaggi specifici.

Il packaging alimentare, più spesso chiamato imballaggio o confezionamento alimentare, è il processo con il quale viene applicata una protezione agli alimenti che permette loro di non essere influenzati dall’ambiente esterno, e quindi, mantenersi integri e conservare molte delle proprietà del prodotto durante tutte le fasi del processo che partono dal confezionamento al consumo.
Gli imballaggi alimentari devono essere realizzati con materiali specifici, atossici, in grado di minimizzare il deterioramento del prodotto e non rilasciare sostanze tossiche o nocive.
Le funzioni principali sono: contenere, proteggere, conservare, prsentare, comunicare, informare, trasportare.
Recentemente la Commissione Europea ha revisionato e modificato il Regolamento n.10 del 2011 voltando a una maggiore attenzione all’ utilizzo e alla rintracciabilità dei materiali utilizzati per il packaging alimentare. Le innovazioni maggiori sono state nelle materie plastiche, usate da sole o accoppiate tra loro o con materiali diversi (in alcuni casi si formano materiali da imballaggio che comprendono fino a quindici strati di materiali diversi).

Contenitori alimentari a casa:
Anche in ambito domestico contenitori e pellicole per alimenti sono una presenza costante.
Perché siano efficaci, senza recare danno all'alimento e a chi lo mangia, è bene seguire poche ma efficaci regole che valgono per tutti i tipi di materiali.
Valutare sempre che siano idonei, cioè che sia chiaramente espresso "per alimenti" a parole o con il simbolo coltello e forchetta, e che siano integri, non graffiati, né macchiati o ingialliti; inoltre controllare che siano ben puliti ed asciutti.
Riusare contenitori o incarti non puliti significa contaminare da subito l'alimento accorciandone la conservazione e compromettendone la qualità.
Ad ogni alimento il suo imballaggio:

Nello specifico ogni materiale ha impieghi diversi secondo l'alimento.
Carta: inerte ma fragile, permeabile ai liquidi e attaccabile da muffe e batteri. Il tipo "da forno" è adatto alla cottura senza grassi.
Vetro: trasparente, atossico e facilmente sterilizzabile, ma fragile e pesante. Da non usare se presenta il minimo accenno di crepa, perché piccoli frammenti possono passare nell'alimento. Solo alcuni tipi sono adatti alla surgelazione e alla cottura, tutti gli altri si rompono.
Alluminio: resistente, duttile, non attaccato dai microbi, atossico e adatto per congelamento e cottura. Da non usare con alimenti acidi o sotto sale, perché è soggetto alla corrosione.
Pellicole plastiche: sottilissime, adattabili e sigillanti, ma non tutte risultano inerti, senza cessione. Alcuni tipi sono prodotti con PVC con aggiunta di ftalati, che aumentano elasticità ed estensibilità. Tali sostanze sono solubili nei grassi e possono passare negli alimenti lipidici (burro, salumi, formaggi). In Italia, il Ministero della salute ha disposto che l'impiego degli ftalati sia non superiore al 5% nei prodotti per alimenti. In tal caso, è bene controllare l'etichetta della pellicola che si acquista, magari preferendo quelli a base di polietilene (PE) o con la scritta "non contiene PVC".
La plastica:
Le materie plastiche sono di origine artificiale e si ottengono dal petrolio. Ne esistono vari tipi con caratteristiche diverse.
Ogni materia plastica usata è indicata in etichetta con un triangolo dentro il quale è inserito un numero corrispondente al materiale.
- Fra i più usati abbiamo il PET-polietilentereftalato (codice 01); inizialmente usato solo per bevande, ora si presenta in varie forme, alcune delle quali consentono la surgelazione fino a -40°C ed altre addirittura la cottura in forno tradizionale fino a +200°C. Ha ottima impermeabilità all'acqua, all'ossigeno e all'anidride carbonica.
- Il PE-polietilene (02 e 04); flessibile e con buona permeabilità al vapore, è usato anche per la preparazione di buste, flaconi e dello strato interno del tetrapack.
- Il PVC-cloruro di polivinile (03), usato soprattutto per flaconi; trasparente e di basso costo, in miscela con altre materie è reso più elastico e morbido; è difficile da smaltire e tuttora è soggetto di approfondita discussione.
- Il PP-polipropilene (05); leggero, atossico, resistente alla corrosione chimica e agli alimenti acidi, è usato per bicchieri di plastica e vasetti di yogurt.
- Il PS-polistirene (06); leggero, inodore e facile da decorare, risulta fragile, poco permeabile all'acqua e scarsamente resistente al calore; la sua schiuma, nota come polistirolo, è usata per vaschette alimentari.
Riciclaggio:
Le direttive europee stabiliscono che tutti gli imballaggi devono essere progettati, prodotti e commercializzati in modo da consentirne il reimpiego, il recupero, il riciclaggio. Nel caso di inevitabile smaltimento, l'impatto ambientale deve essere ridotto al minimo.

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